Cari delfinopati,
qualche tempo fa eravamo fra amici
sulla spiaggia di San Vito. Dopo un buon bicchiere di Trebbiano e
svariate porzioni di fritto misto - come sempre ci capita - abbiamo
iniziato a parlare dell'amatissimo Pescara Calcio, cercando di tirar
fuori i personaggi più assurdi che abbiano vestito, almeno una
volta, la nostra casacca. (E voi potrete sicuramente aiutarci con
qualche piccola chicca! ;-)
Dopo aver riesumato i Puccinelli, gli
Iannuzzi o i De Souza di turno, uno di noi ha chiesto agli altri: "Uagliù, ma qual è stata la trasferta più assurda che vi siete
fatti?".
Ho subito preso la parola: volevo
raccontare di quella volta a Portogruaro, quando in vantaggio 2-0 ci
facemmo riprendere da Bocalon (più voccalone lui o noi, che
prendemmo quel goal?), oppure di quella volta a Trieste, quando sul 3
a 0 per loro (che per noi voleva dire retrocessione in C1) e con me
ospite di un caro amico triestino (in curva loro) pensai:"Mo' quasi
quasi scavalco e dò un cazzotto a Croce (non per acredine, ma solo
perchè era il più vicino!) così ci danno il 3 a 0 a tavolino e
siamo salvi.
Sì, mi diffiderebbero, ma tornato a
Pescara verrei trattato come un dio!'
Ma poi non lo feci (per fortuna mia e
di Croce!) e quindi non c'è niente di troppo incredibile da
raccontare (tranne la ljubianska con cui cercai di tirarmi su panza e
morale!).
E allora ho pensato di parlare della
trasferta più bella in assoluto, quella che -però - non ho mai
fatto. E non voglio parafrasare il poeta Hikmet, che ci dice che "il
più bello dei mari è quello che non navigammo". Assolutamente.
Parlo proprio di una trasferta che non ho avuto il coraggio - anzi la
voglia - di fare.
La trasferta di Trento.
Sì, lo so. Molti di voi sgraneranno
gli occhi dicendo "Ma che dici, cussù? Noi contro il Trento non ci
abbiamo mai giocato!".
Avete ragione. Col Trento mai (almeno a
mia memoria, quella di un trentenne schiavo del delfino dall'anno
1992-1993).
Ma col Mezzocorona sì.
Anno di grazia 2008 (poco tempo fa
quindi, eppure sembra passato un secolo!).
9 agosto. I turno di Coppa Italia.
MEZZOCORONA - PESCARA 0-2 con reti di
Cardinale e Bazzani.
Una partita che non è proprio passata
agli annali, nè per blasone degli avversari nè per il gioco
espresso dai nostri. Eppure avrei voluto farla, quella trasferta.
Davvero. Perchè, vi direte? Sempre per quella sorta di vacua epicitá
che accompagna ogni vero malato di Delfino: la voglia di esserci
sempre e comunque, meglio se in un luogo lontano e per una partita di
scarso interesse. Siamo tutti bravi a farci 400 km per la serie A da
conquistare - pensa il tifoso da epicitá - ma chi se l'accolla una
trasferta senza senso a Trapani o a Marcianise? Chi?
Soltanto un folle, ci verrebbe da
rispondere. Ecco perché IO avevo progettato la trasferta di
Mezzocorona non appena erano usciti gli accoppiamenti di Coppa Italia
(sí perché a quei tempi ero convinto che la partita si giocasse
proprio nel paesino del Trentino e non nel 'mitico' stadio
'Briamasco' di Trento!), ma purtroppo uno stramaledetto cambio di
turno a lavoro mi negò la gioia di questa piccola impresa da
tifoso... Peccato, perché poi, parlando con gli amici di San Vito,
sono venuto a sapere che al Briamasco a difendere sugli spalti i
colori del Delfino sarei stato l'unico.
L'unico ad urlare ed esultare per i
goal di Cardinale e Bazzani (!); l'unico a far partire l'inno non
appena i ragazzi entravano in campo; l'unico a sognare, cantando a
squarciagola i nostri cori, un pronto ritorno in serie A.
L'unico, infine, a ricordare che 'quel
che ci sconvolge - ora e sempre - è la Lazio in Champions League'
....
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