mercoledì 20 agosto 2014

Basta supplementari!

E' il 17 agosto e siamo sotto ferragosto. Chiunque troverebbe folle andare a vedere Pescara-Renate, valida per il secondo turno di coppa Italia.
Ma proprio perché Pescara è una città folle ci sono ben quattromilacinquecento malati che scelgono di passare la serata all'Adriatico piuttosto che prendere un gelato sul lungomare (peraltro vicinissimo).
Ne siamo così tanti che al botteghino c'è una fila manco fossimo alla finale di Champions...ma a pensarci bene non siamo così tanti da giustificare una coda del genere, e allora? E allora c'è che siamo l'unico paese al mondo che per fare un biglietto allo stadio chiede nome, cognome e gruppo sanguigno...
Sta di fatto che io il biglietto ce l'ho ma i miei amici no, quindi ci mettiamo in fila dalle SETTE per acquistare il tagliando per questo imperdibile e memorabile match.
Si fanno le OTTO e un pò di nervosismo serpeggia, OTTO E MEZZA e c'è rassegnazione. La partita è iniziata e noi siamo in fila. Passa poco e sentiamo GOOOOOOOOOOOL, in fila c'è chi bestemmia, il Pescara ha segnato e noi siamo fuori. Soprattutto c'è una fila di 50 metri e mi chiedo l'ultimo che cosa si vedrà della partita visti i tempi nel rilasciare il biglietto...
Qualcuno si spazientisce e inizia ad inveire e un tipo vicino a me ha la frase conclusiva di tutta la questione, una di quelle che a Pescara piovono lapidarie e alle quali non è possibile alcuna replica, gridando al tizio del botteghino:"Oh nu bijett da fà! Pe la carta d'identità fì prim!".
Insomma, di riffa e di raffa, i miei amici riescono a fare il biglietto e possiamo entrare allo stadio al 30' del prima tempo.
Ora, prima di passare alla partita, dico io: se decidi di vendere i biglietti il giorno della partita, apri i botteghini di tutti i settori in modo tale che la fila possa essere smaltita più velocemente. Che senso ha aprire solo quello della nord e far entrare gente a partita abbondantemente iniziata? Capisco la venalità, però questa si chiama truffa. Pago il prezzo intero ma vedo metà partita.....
Entriamo e in due minuti capiamo che il Renate (in maglia nera con numeri arancioni) ci sta dominando. Notiamo poi come il clima sia assolutamente vacanziero: niente cartelloni pubblicitari, tabellone spento e logo di D'Annunzio ancora in bella mostra alla faccia delle polemiche delle ultime settimane e per la gioia dell'ex sindaco. Notiamo anche come l'iniziativa "porta un amico" per gli ospiti (sì, come alle feste dell'oratorio) non abbia riscosso successo in Brianza. E ci meravigliamo assai perché, fossi di Renate penserei che:
1) Gioco in uno stadio di calcio e non so quando mi ricapiterà;
2) E' ferragosto: mi faccio un week-end lungo di mare e lo unisco alla partita.
Insomma meglio questo che rimanere "nella Brianza perduta su se stessa" (cit.), e invece evidentemente no.
Il primo tempo si chiude senza nulla di particolarmente interessante mentre il secondo inizia con un punizione sulla fascia per gli ospiti. Palla in mezzo e 1-1 tra l'incredulità generale.
Ci iniziamo a disperare immaginando già un'agonia infinita con supplementari e rigori che mi azzardo a prevedere sotto la curva sud (vuota). Profezia che si rivelerà drammaticamente azzeccata.
La partita è un autentico pianto e Maniero trova il modo di renderla ancora più ridicola quando riesce a sbagliare l'impossibile tirando alle stelle a due passi due dalla linea. La reazione dello stadio è di una risata generale mentre dei vicentini al nostro fianco si disperano pensando al fatto che il Renate li batterà sicuro e al fatto che li aspetta il Giana Erminio (e come dargli torto).
Ad un certo punto entra Lazzari ma tutti ci convinciamo sia Melchiorri e iniziamo una serie di congetture sul perché Baroni non lo faccia giocare centravanti. Ovvio, non è Melchiorri non potrebbe mai giocare in attacco ma ci siamo convinti così e non c'è verso di farci cambiare idea.
Nessuno trova il 2-1 e si materializza così lo spettro dei supplementari che getta lo stadio nello sconforto più totale tanto che la curva non riesce nemmeno a cantare.
E i supplementari si aprono con il Renate che fa il Barcellona: l'ala sinistra sembra Best, quella destra Garrincha e i lombardi hanno due occasioni clamorose che strappano gli applausi dello stadio (e contestuali fischi al Pescara). Per il Renate potrebbe bastare già così: ben poche sono le squadre che hanno strappato applausi all'Adriatico.
Invece la partita non si sblocca, demerito del Pescara, e si va ai rigori e qui i simpatici brianzoli compiono un affronto imperdonabile: come da me profetizzato scelgono di battere sotto la sud. Ora dico io: per la prima volta (e spero UNICA) nella tua storia giochi a Pescara, giochi una gran partita strappando gli applausi del pubblico, è il 17 agosto e la sud è vuota, arrivi ai rigori. Accontentati. C'è mezzo stadio pieno, con gente entrata forse a metà ripresa. Va bene che vuoi vincere ma accontenta chi ha pagato il biglietto (fossero anche i 50 centesimi) per vedere questo scempio, batti i rigori sotto la nord. Invece no, si batte davanti al nulla.
Questo è il genere di affronto che inviperisce il tifoso pescarese, sia esso l'ultras della nord o il distinto signore della tribuna. E' semplicemente un affronto. Così il Renate viene sommerso di fischi.
I rigori sono lo specchio della partita: dilettantismo.
Il primo lo segnano sia il Pescara che il Renate, il secondo lo sbagliano entrambi, il terzo è l'apoteosi: dal dischetto va Caprari che tira a Francavilla. In curva non si sa se ridere o piangere, sta di fatto che il Renate segna e si materializza la più clamorosa delle eliminazioni. Il quarto lo segnano tutti e due e così al quinto tutti si aspettano la sconfitta. Invece il Pescara segna mentre il giocatore del Renate tira anche lui a Francavilla con buona pace del raccattapalle costretto a tornare nella ridente cittadina nel giro di cinque minuti.
Si va addirittura ad oltranza e ormai siamo oltre l'agonia.
Solo al settimo rigore si risolve la faccenda: il Pescara segna, il Renate sbaglia e andiamo avanti.
Ora venerdì c'è il Chievo e, viste le premesse, speriamo di limitare i danni.

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