Qualche giorno fa il quotidiano Il Centro pubblica una specie di inchiesta in cui intervistava alcuni ex presidenti del Pescara. Il risultato dell'inchiesta era racchiuso nel titolo:"QUI NON SI PUO' FARE CALCIO". E perché mai? Ovvio: i tifosi sono troppo esigenti, pretendono troppo dalla società.
Già a Pescara si è esigenti. Lo si è sempre stati. Ma siamo appunto a Pescara e, come dice uno che è più pescarese di questi che in città ci sono nati:"Pescara è nu film".
E qui casca l'asino verrebbe da dire: perché il vero problema è questo. A Pescara ben pochi sono i presidenti che non abbiano usato la società per i propri interessi e che si siano realmente identificati con ciò che la città vive e sogna.
Perché possiamo raccontarci tutte le barzellette del mondo sul fatto che "non siamo da Serie A" ma a Pescara devi comunque puntare al massimo. Innanzitutto e soprattutto giocando bene. Se non lo fai sei destinato ad essere contestato e fischiato, c'è poco da fare.
D'altronde alla stampa, ai presidenti, agli allenatori, ai giocatori fa comodo avere una tifoseria capace di entusiasmarsi come poche altre quando tutto va bene. Facile esaltare le 100 mila persone che il 27 maggio 2012 festeggiavano in tutta la città il pullman della squadra in un delirio collettivo che non ha eguali in Italia (altro che non siamo da Serie A!). Ebbene a questo c'è il contraltare: non ci si può e non ci si deve accontentare della mediocrità.
Altrimenti ci si può trasferire tranquillamente a Carpi o a Sassuolo, se si va male nessun fischio ma se si va bene stadio vuoto lo stesso e niente feste, niente 100 mila tifosi in piazza, niente di niente.
Perché chi in questi giorni (ma già dal finale dello scorso campionato e qualcuno addirittura dalla Serie A) si lamenta dell'atteggiamento della tifoseria dimostra di non conoscere la città e un altra sua caratteristica: a Pescara non esiste la mezza misura, esiste il bianco e...l'azzurro. Esiste la bellezza assoluta e la bruttezza assoluta. E spesso sono gli stessi "prenditori" ad avere reso questa città così con i loro magnifici abusi edilizi. Di cosa lamentarsi?
Farebbero bene a ricordarlo tutti. Perché una città iper moderna e iper metropolitana (con tutto ciò che di positivo e negativo questo comporta) quanto e più di tante altre città anche molto più grandi può dare tantissimo ma non la si può prendere in giro.
E dato che, evidentemente, la stampa sta preparando la strada alla fuga di "State Sereni" con la scusa che qui è impossibile costruire qualcosa non sarà male ricordare quanto Sebastiani ci abbia fatto stare sereni nei tre anni della sua presidenza.
Presa la società a marzo 2012 si è trovato per le mani il patrimonio sopra descritto: una città di 120 mila residenti capace di portare in piazza a festeggiare 100 mila persone. Ebbene cosa hanno pensato i geni? Visto che i pescaresi non ragionano per la squadra mangiamo il più possibile. E così in A smantellano la squadra, prendono carneadi in giro per il mondo con la collaborazione dei peggiori personaggi in circolazione nel mondo del calcio (Mino Raiola e Daniele Delli Carri) pagandoli per di più uno sproposito (4,8 milioni per Vukusic!). Ciliegina sulla torta? Prezzi di abbonamenti e biglietti più che raddoppiati. Risultato? Il totale degli abbonamenti e voucher poco sopra gli abbonamenti sottoscritti il Serie C/1 nel 2009-10 e stadio semivuoto a parte Pescara-Inter, Pescara-Juventus, Pescara-Milan (stadio di fatto consegnato ai tifosi delle grandi). Ora torno a sottolineare il dato: 100 mila tifosi in piazza a festeggiare. Chiunque capirebbe le possibilità questo dato apre con una politica di prezzi semplicemente decente.
Miracolosamente comunque (ma veramente per intervento di San Cetteo) nel girone di andata facciamo 20 punti e saremmo salvi. L'impresa sembra non impossibile e tutti sperano in due/tre innesti a gennaio e provarci davvero.
E invece la premiata ditta Sebastiani-Iannascoli-Delli Carri riesce nel miracolo di indebolire quella che era la squadra più scarsa della A. Arrivano personaggi improbabili (chiamarli calciatori è veramente troppo) e retrocediamo nel modo più umiliante possibile, 2 punti in 19 partite. Nemmeno il Santo Patrono può nulla se vai girando con Bianchi Arce, Caraglio e Sculli.
In tutto questo la tifoseria alla società, nonostante mille mugugni, non dice "A" alla società. La buonanima di Pietro Scibilia per meno della metà sarebbe stato linciato a piazza Salotto.
Stagione scorsa. Delli Carri viene giustamente promosso al Genoa. Uno che riesce a costruire un gioiellino come il Pescara in A va giustamente premiato (e questo apre una serie di interrogativi sul perché la Serie A sia stata gestita in un certo modo). Arriva come DG Giorgio Repetto che fino al giorno prima faceva l'opinionista a Rete8. Senza nulla togliere alla dignità di tale ruolo e con tutto il rispetto per ciò che ha fatto da calciatore del Pescara, ma sin da subito mi sembrò l'ennesima presa in giro (a parte il fatto che a Pescara-Fiorentina uno lo chiamò lupetto, ma questa è un'altra storia).
Repetto si presenta con un allenatore di grido come Pasquale Marino e alla conferenza stampa di presentazione si lancia in affermazioni roboanti:
Quest'anno rompiamo il culo a tutti!
Lo ha detto lui, io cito. Detto per inciso in quella stessa conferenza stampa accade una cosa assurda: almeno 1000 tifosi indiavolati che si esaltano alle esternazioni del nostro DG.
Onestamente, e chiedo scusa se qualcuno che era presente dovesse leggere, 1000 allocchi. Ma anche la testimonianza di come si ragiona a Pescara, dove basta poco per accendere l'entusiasmo che fa così comodo a tutti i sapientoni che in questi giorni puntano il dito.
Ci presentiamo al via del campionato con un'unica frase Nu e lu Palerm, 12000 spettatori alla prima giornata e una squadra decente sulla carta. Ma invece niente. A metà andata addirittura siamo in zona retrocessione. Poi la squadra sembra ingranare e risaliamo addirittura al terzo posto e sembra che sì, possiamo giocarci la A. Basta acquistare le giuste pedine a gennaio.
E a gennaio anche questa volta non arrivano le pedine. Non solo ma stesso copione della A: inanelliamo sconfitte allucinanti e nemmeno un sergente di ferro come Serse Cosmi riesce a dare la scossa. Ci salviamo solo grazie ai punti dell'andata. Anche qui il signor Sebastiani non riceve mezza contestazione.
E quest'anno stessa storia. Anzi le prospettive sono peggiori. Perdere 0-5 in casa con il Carpi è troppo. E stampa, allenatore, giocatori e soprattutto società dovrebbe ringraziare una tifoseria che da tre anni ingoia umiliazioni su umiliazioni e solo adesso si è risolta a dire basta, peraltro in modo fin troppo civile rispetto a ciò che accadeva non più di 10 anni fa (Pescara-Crotone 2005 qualcuno la dovrebbe ricordare).
Quindi altro che QUI NON SI PUO' FARE CALCIO, qui calcio si può fare benissimo. Ma seriamente e ambiziosamente. Perché la distanza tra i "prenditori" pescaresi e i tifosi del Pescara è questa e temo sia abissale: loro ragionano da provincialotti tesi a guadagnare il massimo dal minimo, i pescaresi sognano e vogliono divertirsi allo stadio.
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