venerdì 3 ottobre 2014

Il disagio dell(e) ex

In origine fu un tale Giagnoni (o Giaglioni, gli almanacchi non ci vengono in soccorso).
Pare che fosse andato via da Pescara in aperta polemica con la società dell’epoca (ah, i tempi non cambiano mai…!) e ogni maledetta volta che tornava a Pescara da ex erano partite memorabili, partite della vita. La sua forza era decuplicata, il suo piede da tramviere diventava quello fatato di un Rivelino o di un Rivera. Il Lecce di Giagnoni sembrava il grande Real di Puskas o di Di Stefano.
Non so se gli anni ’80 siano stati pieni di storie del genere, perché ho trent’anni e seguo il Pescara ossessivamente – solo – dal 1994. Ma da quando ho coscienza, ogni domenica (ehm, padron… ogni sabato) ho una certezza: chiunque torni a Pescara da ex sarà Maradona, Maldini e Platini tutti in un solo uomo.
È il disagio dell(e) ex.
Non c’è niente da fare, è così.
“Vabbé” – vi direte – “questi qui vogliono rendere speciale una legge del calcio vecchia come mio nonno…!” Avete ragione a lamentarvi: sicuramente la “legge dell’ex” non l’abbiamo inventata noi a Pescara. Però sfido qualunque altra squadra a esserne così pervicacemente attaccata, così maledettamente vittima com’è il nostro amato Delfino.
Fare un conto delle situazioni in cui siamo stati puniti da un ex è pressoché impossibile. Ogni buon tifoso che si rispetti potrebbe enumerarne almeno una buona dozzina. E così, “approfittando” dell’ennesima prestazione-monstre di Calaiò domenica sera vorrei stilare una personalissima top five degli amori mal-corrisposti finiti male. Con un goal e magari – pure – una beffarda esultanza sotto la curva. La nemesi per ogni buon cascettaro pescarese che si rispetti.



5. Il goal di Antonini in Arezzo-Pescara 2-2 del campionato di serie B 2005-2006.
Perché Antonini avrà fatto dieci goal in carriera e avrà giocato contro di noi UNA volta UNA e chiaramente ci ha segnato. (E poi perché mi ricordo di un’intervista di Antonini in cui parlava di un suo tatuaggio all’inguine in cui era raffigurato un Delfino. E niente: quando ci segnò contro ripensai a questa storia e rabbrividii…)
4. Il goal di Calaiò in Catania- Pescara 2-1 di domenica scorsa
Perché quest’assenza di vittorie dopo sei giornate inizia ad inquietarmi alquanto. E poi perché Calaiò da buon curvaiolo l’ho amato tantissimo sino al 2005, quando andò via in modi discutibili (per usare un buon eufemismo)
3. Il goal di Artistico in Pescara- Crotone 2-1 del campionato di serie C1 2002-2003
Perché è difficile trovare un giocatore che abbia fatto così male a Pescara e così bene in tutte le altre squadre in cui ha militato (così, su due piedi, mi viene in mente soltanto l’eterno incompiuto Fabio Artico)
2. Il goal di Insigne in Pescara- Napoli 0-3 del campionato di serie A 2012-2013
Perché sarebbe stato giusto che fosse stato il Napoli a subirlo, quel goal. Lorenzo il suo primo anno in A l’avrebbe dovuto fare con noi.
1. Il goal di Jonathas in Pescara – Latina 0-1 del campionato di serie B dell’anno scorso
Perché il Jonathas che abbiamo visto all’Adriatico poteva essere utile solo da Cuccitella, per spalmare gli hamburger di senape e maionese. E perché il suo non esultare dopo un goal da 30 mt che ha choccato ogni vero tifoso pescarese è stata una delle più grosse umiliazioni della mia vita da sportivo.


Bene, siamo giunti alla fine anche questa settimana.
Vi direte: “Ma cos’ha fatto questo dissociato, ci ha riempiti la testa di inutili nozioni sugli ex che hanno vestito i nostri colori e non ha parlato affatto della situazione imbarazzante in cui ci troviamo?!?
Esatto, amici miei. Si chiama rimozione.
E trovate la spiegazione di questo psico-patologia a questo link: http://it.wikipedia.org/wiki/Rimozione

Alla prossima avventura.

JOHNNY FELICE

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