In origine fu un tale
Giagnoni (o Giaglioni, gli almanacchi non ci vengono in soccorso).
Pare che fosse andato
via da Pescara in aperta polemica con la società dell’epoca (ah, i
tempi non cambiano mai…!) e ogni maledetta volta che tornava a
Pescara da ex erano partite memorabili, partite della vita. La sua
forza era decuplicata, il suo piede da tramviere diventava quello
fatato di un Rivelino o di un Rivera. Il Lecce di Giagnoni sembrava
il grande Real di Puskas o di Di Stefano.
Non so se gli anni ’80
siano stati pieni di storie del genere, perché ho trent’anni e
seguo il Pescara ossessivamente – solo – dal 1994. Ma da quando
ho coscienza, ogni domenica (ehm, padron… ogni sabato) ho una
certezza: chiunque torni a Pescara da ex sarà Maradona, Maldini e
Platini tutti in un solo uomo.
È il disagio
dell(e) ex.
Non c’è niente da
fare, è così.
“Vabbé” – vi
direte – “questi qui vogliono rendere speciale una legge del
calcio vecchia come mio nonno…!” Avete ragione a lamentarvi:
sicuramente la “legge dell’ex” non l’abbiamo inventata noi a
Pescara. Però sfido qualunque altra squadra a esserne così
pervicacemente attaccata, così maledettamente vittima com’è il
nostro amato Delfino.
Fare un conto delle
situazioni in cui siamo stati puniti da un ex è pressoché
impossibile. Ogni buon tifoso che si rispetti potrebbe enumerarne
almeno una buona dozzina. E così, “approfittando” dell’ennesima
prestazione-monstre di Calaiò domenica sera vorrei stilare una
personalissima top five degli amori mal-corrisposti finiti male. Con
un goal e magari – pure – una beffarda esultanza sotto la curva.
La nemesi per ogni buon cascettaro pescarese che si rispetti.
5. Il goal di Antonini
in Arezzo-Pescara 2-2 del campionato di serie B 2005-2006.
Perché Antonini avrà
fatto dieci goal in carriera e avrà giocato contro di noi UNA volta
UNA e chiaramente ci ha segnato. (E poi perché mi ricordo di
un’intervista di Antonini in cui parlava di un suo tatuaggio
all’inguine in cui era raffigurato un Delfino. E niente: quando ci
segnò contro ripensai a questa storia e rabbrividii…)
4. Il goal di Calaiò
in Catania- Pescara 2-1 di domenica scorsa
Perché quest’assenza
di vittorie dopo sei giornate inizia ad inquietarmi alquanto. E poi
perché Calaiò da buon curvaiolo l’ho amato tantissimo sino al
2005, quando andò via in modi discutibili (per usare un buon
eufemismo)
3. Il goal di Artistico
in Pescara- Crotone 2-1 del campionato di serie C1 2002-2003
Perché è difficile
trovare un giocatore che abbia fatto così male a Pescara e così
bene in tutte le altre squadre in cui ha militato (così, su due
piedi, mi viene in mente soltanto l’eterno incompiuto Fabio Artico)
2. Il goal di Insigne
in Pescara- Napoli 0-3 del campionato di serie A 2012-2013
Perché sarebbe stato
giusto che fosse stato il Napoli a subirlo, quel goal. Lorenzo il suo
primo anno in A l’avrebbe dovuto fare con noi.
1. Il goal di
Jonathas in Pescara – Latina 0-1 del campionato di serie B
dell’anno scorso
Perché il Jonathas che
abbiamo visto all’Adriatico poteva essere utile solo da Cuccitella,
per spalmare gli hamburger di senape e maionese. E perché il suo non
esultare dopo un goal da 30 mt che ha choccato ogni vero tifoso
pescarese è stata una delle più grosse umiliazioni della mia vita
da sportivo.
Bene, siamo giunti
alla fine anche questa settimana.
Vi direte: “Ma
cos’ha fatto questo dissociato, ci ha riempiti la testa di inutili
nozioni sugli ex che hanno vestito i nostri colori e non ha parlato
affatto della situazione imbarazzante in cui ci troviamo?!?
Esatto, amici miei. Si
chiama rimozione.
E trovate la
spiegazione di questo psico-patologia a questo link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Rimozione
Alla prossima
avventura.
JOHNNY FELICE
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