giovedì 18 settembre 2014

Io, alla fine, con il Bologna ho vinto 2-0

Succede ogni volta. Ogni maledettissima volta. Mi esalto per nulla.
Per una dichiarazione di Bjarnason in cui promette incursioni e goal a raffica; per le parole del Fiorillo, del Pinna o del Nello Cusin della situazione, in cui dichiara che Pescara è casa sua e che – dopo un anno di appannamento – è voglioso e pronto al riscatto con la maglia biancazzurra.
È successo anche stavolta. Dopo le parole di Baroni nella presentazione al match contro il Bologna, mi sono detto: “ Li asfaltiamo. Vinciamo facile 3 a 1”.
Sono entrato così tanto in questo mood positivo che ho –pressoché- obbligato un caro amico pescarese che vive in terra felsinea a tornare giù SOLO per la partita. Un rendez-vous allo stadio di due o tre ore, una genzianuccia al Ritrovo del Parrozzo e poi via, di nuovo a Bologna a “farsi il fregno” con baristi e colleghi d’ufficio per la vittoria conquistata il giorno prima.
Ho persino convinto la mia povera ragazza – sì , lo ammetto!... cesenate – che passare un venerdì sera allo stadio Adriatico e godersi la disfatta degli odiati cugini bolognesi sarebbe stato un appuntamento imperdibile. Il top dell’estate pescarese.
E invece…
Invece è successo che il treno del mio amico ha fatto il consueto ritardo di mezz’ora, arrivando alle 20,55 e producendo in me una serie infinita di bestemmie (mai e poi mai sono arrivato a partita iniziata! … e che non capiti mai più, visto come è finita!); bestemmie ulteriormente rafforzate dai primi timidi sms provenienti dagli amici allo stadio che recitavano pressappoco così:
h 21,01 Goal del Bologna
h 21,04 0-2
h 21,09 0-3
mentre io tentavo di sintonizzarmi – vanamente – sullo streaming di www.forzapescara.com.
Intanto l’amico era arrivato, il morale era sotto i tacchi, la genziana era andata a farsi fottere. E noi eravamo arrivati allo stadio al 44’ del primo tempo.
Atmosfera raggelante. Silenzio assordante.
E invece torna in campo il Pescara che non ti aspetti. Cattivo, malizioso, mai domo. In 22 minuti torna a illudermi meglio e più di prima. Al 25’ del secondo tempo sono arci-convinto che la partita (che diverrà sicuramente epica) la vinceremo noi 4-3, guidati dall’ariete Maniero e dalle prodezze di Pasquato.
All’ottantesimo inizio a credere che alla fine un pareggino col Bologna in 10 non è poi così male. All’88 invoco a gran voce dai Rangers il canto “Fino al novantesimo, fino al novantesimo Pescara goal, Pescara goal!!” Al ’94 vago per la zona bassa della Curva sperando nel fattore-Baroni o fattore-Lanciano ( gli stramaledetti goal segnati negli ultimi secondi dai cugggini l’anno scorso). E invece niente.
Il mediocre Candussio fischia la fine. Usciamo di nuovo sconfitti in casa 2-3 dal Bologna. L’ultima volta era successo “grazie” a Diamanti e Gilardino; adesso a punirci sono Buchel e Casarini. (ex Lanciano ndr).
L’umore è nero, il morale sotto i tacchi.
Devo assolutamente trovare una nota positiva, che mi eviti una serata di pesante cascetta (o che –meglio- mi illuda di averla evitata).
E così, prima di salutare gli amici in curva me ne esco con un “Vabbò, io alla fine col Bologna ho vinto 2 a 0!”
[MI SAREI MANDATO A FANCULO DA SOLO, LO AMMETTO]
E invece i poveri compagni di sventura, malconci e sconfortati, sorridono, pensando già a Cittadella e alla bandiera biancazzurra che sventolerà anche al Tombolato. Pronti per un’altra avventura.


P.s. Il giorno dopo il solito amico che mi aggiornava sullo stato della partita mi sveglia così:
Buongiorno! Sono ancora in cascia per ieri sera.

Porca troia. Non guariremo mai.

JOHNNY FELICE

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