Succede ogni volta.
Ogni maledettissima volta. Mi esalto per nulla.
Per una dichiarazione
di Bjarnason in cui promette incursioni e goal a raffica; per le
parole del Fiorillo, del Pinna o del Nello Cusin della situazione, in
cui dichiara che Pescara è casa sua e che – dopo un anno di
appannamento – è voglioso e pronto al riscatto con la maglia
biancazzurra.
È successo anche
stavolta. Dopo le parole di Baroni nella presentazione al match
contro il Bologna, mi sono detto: “ Li asfaltiamo. Vinciamo facile
3 a 1”.
Sono entrato così
tanto in questo mood positivo che ho –pressoché- obbligato un caro
amico pescarese che vive in terra felsinea a tornare giù SOLO per
la partita. Un rendez-vous allo stadio di due o tre ore, una
genzianuccia al Ritrovo del Parrozzo e poi via, di nuovo a
Bologna a “farsi il fregno” con baristi e colleghi d’ufficio
per la vittoria conquistata il giorno prima.
Ho persino convinto la
mia povera ragazza – sì , lo ammetto!... cesenate – che passare
un venerdì sera allo stadio Adriatico e godersi la disfatta degli
odiati cugini bolognesi sarebbe stato un appuntamento imperdibile.
Il top dell’estate pescarese.
E invece…
Invece è successo che
il treno del mio amico ha fatto il consueto ritardo di mezz’ora,
arrivando alle 20,55 e producendo in me una serie infinita di
bestemmie (mai e poi mai sono arrivato a partita iniziata! … e che
non capiti mai più, visto come è finita!); bestemmie ulteriormente
rafforzate dai primi timidi sms provenienti dagli amici allo stadio
che recitavano pressappoco così:
h 21,01 Goal del
Bologna
h 21,04 0-2
h 21,09 0-3
mentre io tentavo di
sintonizzarmi – vanamente – sullo streaming di
www.forzapescara.com.
Intanto l’amico era
arrivato, il morale era sotto i tacchi, la genziana era andata a
farsi fottere. E noi eravamo arrivati allo stadio al 44’ del primo
tempo.
Atmosfera raggelante.
Silenzio assordante.
E invece torna in
campo il Pescara che non ti aspetti. Cattivo, malizioso, mai domo. In
22 minuti torna a illudermi meglio e più di prima. Al 25’ del
secondo tempo sono arci-convinto che la partita (che diverrà
sicuramente epica) la vinceremo noi 4-3, guidati dall’ariete
Maniero e dalle prodezze di Pasquato.
All’ottantesimo
inizio a credere che alla fine un pareggino col Bologna in 10 non è
poi così male. All’88 invoco a gran voce dai Rangers il canto
“Fino al novantesimo, fino al novantesimo Pescara goal, Pescara
goal!!” Al ’94 vago per la zona bassa della Curva sperando nel
fattore-Baroni o fattore-Lanciano ( gli stramaledetti goal segnati
negli ultimi secondi dai cugggini l’anno scorso). E invece niente.
Il mediocre Candussio
fischia la fine. Usciamo di nuovo sconfitti in casa 2-3 dal Bologna.
L’ultima volta era successo “grazie” a Diamanti e Gilardino;
adesso a punirci sono Buchel e Casarini. (ex Lanciano ndr).
L’umore è nero, il
morale sotto i tacchi.
Devo assolutamente
trovare una nota positiva, che mi eviti una serata di pesante
cascetta (o che –meglio- mi illuda di averla evitata).
E così, prima di
salutare gli amici in curva me ne esco con un “Vabbò, io alla fine
col Bologna ho vinto 2 a 0!”
[MI SAREI MANDATO A
FANCULO DA SOLO, LO AMMETTO]
E invece i poveri
compagni di sventura, malconci e sconfortati, sorridono, pensando già
a Cittadella e alla bandiera biancazzurra che sventolerà anche al
Tombolato. Pronti per un’altra avventura.
P.s. Il giorno dopo il
solito amico che mi aggiornava sullo stato della partita mi sveglia
così:
Buongiorno! Sono
ancora in cascia per ieri sera.
Porca troia. Non
guariremo mai.
JOHNNY FELICE
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